Donne e violenza prima parte ottavo episodio

Avevo ventisette anni quando decisi di liberarmi dall’uomo che avevo sposato sadico e violento e di crescere da sola mio figlio per riprendermi una dignità che con la  prepotenza e arroganza lui mi aveva rubato.

Anch’io come molte donne mi ero ritrovata in un ospedale a mentire, dicendo che le mie costole si erano inclinate per aver sbattuto contro una porta, mentre il medico incredulo mi chiese più volte se ero sicura di essermi procurata quel danno da sola.

Mi vergognavo a raccontare che l’uomo da cui, tre mesi prima avevo avuto un figlio, mi avesse presa a pugni solo perché gli avevo chiesto di non lasciarmi sola con il mio bambino per andare in discoteca.

Ero ancora nella fase di una fragilità post partum, me dopo avermi picchiata uscì tornando all’alba ed io nel mio lettone abbracciai il mio piccolino che dormiva sereno e quel contatto mi fece sopportare il dolore fisico e morale.

Era un tempo in cui si preferiva tacere, un tempo in cui mia madre mi disse che era meglio avere un marito violento che non avere nessuno,un tempo in cui mia suocera mi consigliò di esssere più sexy per tranquillizzare un uomo che mi tradiva continuamente.

Presto compresi che era meglio crescere da sola un figlio che subire la violenza anche sessuale di un uomo che credeva di essere il mio padrone

Furono anni difficili, dove ogni giorno mi reinventavo la vita, ma ero una donna libera che con gioia faceva da madre e padre a quel meraviglioso dono che era il mio bambino.

Risveglio ne villaggio

 

Quando mi svegliai c’era molto caldo ed ero sudata.

Usci’ e vidi Amina che inginocchiata lavava  a mano in poca acqua i vestiti del marito,mi avvicinai e e le chiesi come stesse.

Alzo’la testa e notai che aveva un ematoma sul viso.

Sorrise appena e mi disse che in casa c’era del te’ e che mi avrebbe raggiunta appena terminato il bucato.

Entrai e il suo bambino era steso su di una stuoia e dormiva sereno, gli feci una carezza e restai a guardarlo ripensando ad un bambino dalla pelle chiara  e dai riccioli biondi, mi stesi ed abbracciai con delitezza quel piccolino dalla pelle scura e chiusi gli occhi per ricordare che nulla è più dolce di quando hai tra le braccia l’innoncenza.

Amina mi porto’il te’, io la guardai e le chiesi come mai il suo zigomo fosse livido.

– Nulla,  ho sbattuto contro la porta-

Non le credetti e le rifeci la domanda a cui segui’ la stessa risposta.

Le dissi che avevo parlato col marito in quella notte insonne,ma lei fece finta di non sentire.

Si alzo’ e mi disse che era tardi,  doveva tornare al lavoro e doveva prepararsi.

Insieme uscimmo dalla sua casa, lasciò il bambino all’anziana madre e insieme salimmo sul tuc  tuc.

Durante il breve tragitto le chiesi se Juma era un bravo marito lei fece cenno di si è si toccò il volto, mentendo le dissi che li avevo sentiti discutere.

Lei con gli occhi bassi si scusò e rispose che ogni volta che lui usciva con clienti tornava tardi e Il suo alito  aveva un forte odore di alcool e fumo e quella notte gli aveva ricordato che un bravo mussulmano non beve e Juma si era molto arrabbiato.

Le chiesi se la picchiava spesso.

Con i suoi grandi occhi mi guardò e disse che in Africa se un marito ti picchia lo fa perché ti ama e lei lo perdonava.

Scossi la testa e le dissi che la sua era una risposta assurda ,come poteva pensare che fosse vero quanto mi aveva appena detto?

Il tuc tuc si fermò davanti al  cancello del resort, eravamo arrivate.

Io tornavo nella mia oasi italiana , lei alla reception.

Entrai nella mia camera e respirai l’aria fresca del condizionatore,apri’la finestra vidi il mare e  corsi a farmi una doccia.

Tutto sembrava  così perfetto e mi parve di rinascere sentendo l’acqua che scorreva fresca sul mio corpo.

Ero rientrata nel mio mondo.

Mi guardai  allo specchio e non mi riconobbi, vidi il volto di una ragazza di molti anni prima che con fatica sollevava il suo bambino per le costole inclinate dai pugni del marito in un attimo di pura follia e che per mesi  le avevano creato un dolore costante

Ricordai la  vergogna e quel vigliacco silenzio,la ragazza dal volto dolcissimo mi fissava e pareva chiedermi aiuto.

Mi avvolsi in un pareo e decisi che dovevo parlare ad Amina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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8 commenti su “Donne e violenza prima parte ottavo episodio

  1. L’emancipazione femminile ha pirtato ha detronizzare l’uomo dal suo stato di potere e dominio,la violenza da parte dell’uomo scaturisce proprio da questo.Le radici di questa violenza nasce dalla cultura e dunque il senso di possesso e la mancanza di rispetto verso la donna!

  2. L’uomo è stato detronizzato rendendolo impotente davanti alla grande forza di noi donne, ma da questa stato di inferiorità ’ è scaturita un’aggressività che possiamo riscontrare nella nostra quotidianità.
    Un corto circuito in molti di loro che è difficile da fermare.
    Grazie per il tuo intervento

  3. Basterebbe essere più solidali fra noi!! Solidarietà parola piena di alti valori, ma purtroppo, molto spesso, solo una bella parola! Che peccato!!

    • Grazie Luigi per aver commentato il racconto, ma non ho capito il
      senso
      Da vocabolario
      Quando si subisce un trauma da caduta o altro alle costole si dice comunemente incrinate
      Se le interessa il romanzo Fiori di carta , da cui è tratto l’episodio da lei letto,, può contattarmi
      I miei più cordiali saluti

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