Donne che combattono sole decimo episodio

La gravidanza è uno dei momenti piu’ delicati pe ogni futura mamma e nulla può essere più dolce della condivisione con il proprio compagno di vita.

Ogni donna sogna che durante la trasformazione del proprio corpo mentre avviene la magica creazione di una nuova vita con  accanto un uomo che la protegga e che con dolcezza segua questo percorso.

Ci sono future madri che in solitudine vivono questo evento e per tutta la vita rimpiangeranno di non aver avuto una carezza sulla pancia che cresce o un abbraccio per allontanare le ansie e timori .

Amina aveva una nuova vita dentro di lei, ma non aveva il coraggio di confidarlo a Juma perché temeva che lui non ne fosse felice.

Lui sognava di fuggire dal Kenia e di andare in Italia, voleva avere una vita dove non doveva rincorrere turisti per vendere escursioni, era stanco della sua povera casa e ascoltando i turisti si era fatto rapire dai racconti di vite dove non esiste la fame, dove ci sono case che hanno ogni confort e dove si può. diventare qualcuno.

Amina si rese conto che suo marito rincorreva nuovi progetti.

Sapere che frequentava una donna bianca non la stupì, era la strada più breve per realizzare la fuga da quella misera vita che lui non accettava.

Molti ragazzi avevano abbandonato le famiglie africane per sposare donne europee spesso molto più adulte che in breve tempo li avevano portati lontano dalla povertà.

Amina mi racconto ‘di un mondo dove spesso la  necessità ’ prende il sopravvento sui sentimenti e lei aveva temuto che quel ragazzo che aveva sposato presto l’avrebbe lasciata.

Le turiste arrivavano nel suo paese e spesso instauravano con guide e animatori di villaggi, rapporti di amicizia a volte l’euforia della vacanza suggestionava queste donne e a volte accadeva che iniziassero una relazione con quei ragazzi.

Spesso a fine vacanza tornavano nelle proprie vite reali e di quel viaggio restavano solo fotografie di abbracci a uomini dalla pelle scura di cui in breve tempo si sarebbero dimenticate anche il nome.

Altre volte invaghite tornavano e per le mogli africane era la fine del matrimonio, ma l’inizio di una vita meno povera e quindi accettavano il tradimento con la consapevolezza che il loro uomo non amava quelle donne  bianche, ma che erano solo un mezzo per avere anche loro dei benefici.

Un accordo che tante donne del villaggio avevano trovatocoi mariti ,prestando i padri dei loro figli per alcuni periodi all’anno a quelle che chiamavano con disprezzo ” Musungu”

Queste dinamiche di vita famigliare mi parvero assurde e mi resi conto di quanto i nostri mondi fossero lontani, ma nel medesimo tempo le donne dalla pelle bianche accettavano la presenza di figli e mogli dell’uomo africano con estrema generosità al punto che molte di loro si prendevano cura dei bambini, forse con la presunzione di essere migliori e più forti di quelle donne che li avevano partoriti.

Amina disse che lei non avrebbe permesso a nessun’altra donna di fare da madre a quella creatura che portava in grembo.

Quando ebbe il coraggio di annunciare a Juma l’arrivo di un altro figlio rimase stupita dalla felicità che vide nei suoi occhi e lui stesso le disse che era un grande dono quel secondo figlio,per lui motivo di grande orgoglio.

Lei pensò che quanto le avevano raccontato sui tradimenti devo marito fossero solo pettegolezzi e che tutte le sue ansie erano infondate, lui l’amava e non l’avrebbe lasciata.

Nei nove mesi lei continuò a lavorare alla reception ,la sera distrutta dal caldo tornava a casa, preparava la cena e Juma arriva anche lui sudato e stanco dalla giornata.

Mangiava con lei velocemente e poi come sua abitudine si lavava, indossava i suoi geans e tutto profumato usciva.

Amina andava sola nella sua stanza afosa e si addormentava tenendo le sue mani sulla pancia che continuava a crescere e si abituò a svegliarsi al mattino senza suo marito e smise di domandarsi dove dormiva, lei non era sola,  ma col suo bambino.

 

A soli vent’anni avevo scoperto di essere incinta e anch’io provai il timore di dirlo a mio marito.

Sapevo che lui non voleva figli e che non sarebbe stato felice di sapere che sarebbe diventato padre.

Non c’era la fuga dalla povertà, ma il desiderio di non avere responsabilità per continuare la vita libera di un trentenne che non voleva crescere.

Non mi lasciò, ma vissi per nove mesi con un uomo che mi guardava senza amore nel vedere i cambiamenti del mio corpo e che la sua unica preoccupazione era quella che appena avrei partorito dovevo tornare con lo stesso fisico di quando mi aveva sposato.

Durante quei nove mesi io amai la mia pancia e quel bambino che si formava dentro me.

Io e quell’esserino eravamo un’unica anima, la forza dell’amore supero’ ogni timore e decisi che nulla mi avrebbe rubato la gioia di essere madre e sola col mio bambino trascorsi i nove mesi più felici della mia vita.

 

E la storia continua…

 

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8 commenti su “Donne che combattono sole decimo episodio

  1. Cara Loredana comprendo quanto possa essere stato difficile questo momento della tua vita,la nascita di un figlio introduce nella nostra vita innumerevoli cambiamenti,hai fatto la scelta migliore hai pensato a quello che volevi tu e sopratutto a quanto eri disposta a rinunciare per quell’esserino che cresceva nel tuo ventre, che ti ha portato tanta felicità!!

    • Sono convinta che se tornassi indietro rifarei la stessa scelta, in ogni aspetto negativo c’è sempre il lato positivo siamo cresciuti assieme ed è stato dolcissimo.
      Oggi lui resta l’unico vero amore della mia vita .
      Grazie Maria per il tuo contributo

  2. Come è ingiusta la vita, molte donne in attesa vengono addirittura venerate dal marito che pieno di gratitudine le accudisce come principesse ma purtroppo ci sono molte donne che addirittura si sentono in colpa e non possono vivere appieno questo periodo magico. Questo pensiero mi rattrista molto e mi spiace per te Loredana che non hai potuto condividere con tuo marito tanta felicità

  3. Cara Patrizia ogni vita è segnata da un destino è come dici ci sono situazioni opposte.
    La vita mi ha donato molto e tolto tanto e so che in questo mio percorso terreno l’amore non lo vivrò con uomo ,ma nel donare e donarmi a chi soffre ed e ‘ solo non solo in Africa, ma io non abbandonerò mai nessuno perché quando provi sulla tua pelle il dolore puoi comprenderlo in chi incontri.
    Non salverò il mondo, ma a volte può bastare un sorriso o una carezza per trasmettere calore.
    Io amo donare amore.

  4. E un racconto bellissimo ….pero vorrei leggere dall’inizio come faccio? Mi sto accanendo a questa storia ..io sono stata anche nei 30 anni di matrimonio ….sola ho quasi ..ho 2 figli sono nonna .? Pero la mia vita e stata un disastro pur essendo mamma che lavorava per portare avanti la famiglia quasi per tutti i 30 anni adesso vorrei ..fare qualcosa per me ..i figli sono grandi per questo vorrei almeno una volta viaggiare lontano …quello che non ho mai fatto …comunque per la storia ripeto e molto bella mi fa venire brividi solo leggendo ..io ho un cuore grande e molto tenero ..come la donna del tuo racconto 💖 e non mollero facilmente ..adesso lotto per me …..scusa se non sono pratica di tutte queste funzioni 😁

    • Sono molto felice che ti piaccia la storia di una donna come me,come te, donne che lottano senza armi,ma non si arrendono.
      Se vai sulla pagina principale clicchi su Mal d’Africa troverai tutte le pagine del racconto.
      Stasera la storia continua se hai problema a trovarle posso inviartele
      Grazie!

  5. Leggo solo ora queste due storie di vita vissuta..lontane ..ma vicine..usi ed abitudini diverse. .ma con lo stesso dolore dell essere rifiutate in un momento magico e meraviglioso che solo la donna amata dal suo uomo può viverlo al meglio.tanta comprensione ed ammirazione e stima a voi.

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